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Due vite normali, due storie incredibili.

Questa è una di quelle storie che possiamo classificare come buone notizie. Tragedie, stranezze, curiosità e gossip hanno un potere magnetico su chi legge e ci invadono. E’ invece raro trovare degli esemplari di questa ‘specie in via d’estinzione”: storie di speranza. Lo spunto ce lo dà Alessandra Farkas che riporta la vicenda medica e umana di Michelle Mack, nata cone metà cervello.

Michelle ha capacità linguistiche di base, è in grado di costruire frasi trovando le parole giuste e di comprendere istruzioni. Ha però problemi con l’orientamento visivo e spaziale. Questi ed altri problemi sono visibili fin dai primi mesi di vita di Michelle ma ci è voluto del tempo prima che i dottori ne capissero la causa, come spiega il documentario andato in onda sulla CNN. Solo la tenacia dei genitori ha portato alla scoperta, per quanto terribile: il 95% dell’emisfero sinistro di Michelle era stato danneggiato e reso inservibile da un ictus cerebrale pre-natale.

Come è possibile non notare un danno del genere? Sembra incredibile ma non è un caso isolato. Esiste un’altra ragazza, dal nome sconosciuto e passata sui giornali di mezzo mondo come ‘la ragazza con metà cervello’. Anche nel suo caso la grave lesione è stata scoperta solo dopo diverso tempo. Qualche mese fa raccontavamo la sua storia:

L’emisfero destro del suo cervello non si è sviluppato nell’utero materno: ne é priva da sempre, e con esso rischiavano di andare perse anche molte delle capacità che attribuiamo a un essere vivente. Tra cui la vista. Nel caso di questa giovanissima paziente, da sempre vissuta con il solo emisfero sinistro, il campo visivo é perfetto.

Il miracolo é avvenuto nel complesso di nervi e fibre che collega il cervello agli occhi, ed è un chiaro segnale delle capacità adattive dell’uomo.
Approfonditi esami lo hanno mostrato chiaramente: tutti i collegamenti nervosi che avrebbero dovuto dirigersi all’emisfero destro sono stati dirottati sul sinistro, l’unico che la ragazza possieda.

Queste la parole del dottor Lars Muckli, che ha potuto seguire il caso: “Il cervello ha una plasticità incredibile ma siamo sconvolti nel vedere come l’unico emisfero esistente nella ragazza abbia agito per compensare quello mancante”. E, più importante ancora: “Nonostante le manchi un emisfero la ragazza ha normali capacità psicologiche ed è perfettamente capace di vivere in normalità: è spiritosa, intelligente e affascinante”.

Ha ventiquattro anni e cresce di quattro centimetri ogni tre mesi. Non è affetto da una patologia mortale ma la sua vita è comunque in pericolo. Il quotidiano El Mundo racconta la storia di questo giovane colombiano.

Ventiquattro anni, due metri e ventotto centimetri di altezza. E la sua crescita non si ferma: Asdrúal Herrera continua a crescere di quattro centimetri ogni tre mesi, e la sua condizione l’ha portato al limite della follia. Lo scrive El Mundo, che mostra una foto del ragazzo. Citiamo dal sito spagnolo: Asdùal “manda tutto al diavolo quando si osserva allo specchio e, impotente, vede che il suo corpo cresce e dismisura senza che nulla possa aiutarlo”.

Con delle misure simili ogni casa diventa difficile: passare da una porta, prendere in mano un oggetto, salire in macchina o prendere un autobus, uscire con gli amici. Anche farsi vedere in pubblico diventa un problema. Obbligato a spostarsi a piedi perché non può salire su auto o pullman, Asdrùal viene guardato come un ‘fenomeno da baraccone’ da tutti coloro che lo incontrano.

Porta il 50 di scarpe, ed è costretto a farsele spedire dagli stati Uniti fino in Colombia, dove vive. Gli abiti sono confezionati per lui da un parente che prepara pantaloni, maglie e tutti gli indumenti che gli servono nella taglia XXXL. È la persona più alta del suo paese. I medici che lo visitano devono salire su una pedana per poterlo osservare. Quando viene ricoverato, usano due barelle per poterlo sollevare.

Si tratta di gigantismo: la patologia causa una crescita superiore a quella nomale ed è dovuta all’ipofisi, una ghiandola situata alla base del cranio che controlla il metabolismo e l’attività endocrina dell’organismo grazie alla secrezione di ormoni. Se questi meccanismi sono alterati si può verifica un’eccessiva produzione o una carenza di ormoni, e di conseguenza gigantismo o nanismo. È possibile intervenire chirurgicamente ma Javier Contreras, medico specializzato in neurologia, spiega a El Mundo che il 15% delle persone operate all’ipofisi per arrestare l’eccessiva crescita non ottengono i risultati sperati.

Continuando con questo ritmo Asdrùal potrebbe arrivare all’altezza record di tre metri, una misura che il ragazzo non desidera certo raggiungere. Vorrebbe raggiungere Cuba, dove operano medici specializzati in queste cure. Ma anche se non ci fosse l’embargo, Asdrùal sa di non potersi permettere il viaggio e l’operazione. Per ora spera di trovare aiuto, e di smettere di crescere.

Peng Peng è nato con un raro difetto genetico. Tra piedi e mani, ha in totale trenta dita, un numero che per la medicina rappresenta un caso unico nel suo genere. Queste foto sono state scattate insieme al padre di Peng Peng nell’ospedale dove il bambino, 6 anni, era ricoverato. Mercoledì 24 marzo Peng Peng si è sottoposto a un’operazione per rimuovere le dita in eccesso. A seguito di un’amputazione e un’operazione di chirurgia estetica i medici dell’ospedale di Heilongjiang hanno comunicato la riuscita dell’intervento.

Afferma di vivere da 70 anni senza toccare cibo o acqua. Il suo corpo non mostra segni di denutrizione e potrebbe nascondere un segreto di cui il Dipartimento della Difesa indiano spera di impossessarsi.

Prahlad Jani è tenuto sotto stretta osservazione nell’ospedale di Ahmedabad, India. È stato ricoverato da sei giorni, e da allora non ha toccato né cibo né acqua. Il Dipartimento della Difesa lo sta monitorando con attenzione per scoprire se quest’uomo sia davvero in grado di vivere come dice: Jani afferma di non toccare alimenti solidi o liquida da settant’anni.

Il suo segreto potrebbe salvare delle vite e aiutare i soldati in situazioni di emergenza. Secondo i medici che lo hanno visitato il suo corpo, nonostante l’età avanzata, non mostra segni di denutrizione o disidratazione. Jani ha raccontato la sua storia: avrebbe lasciato la casa paterna a sette anni per avventurarsi da solo nel mondo come ‘sadhu errante’. Sasdhu significa letteralmente ‘sant’uomo’, ed è una figura della fede induista. Si ritiene che una forza vitale scorra nel corpo di questi sciamani, in grado di vivere con la sola forza spirituale.

Jani crede di essere sostenuto da una dea che lo nutre con un ‘elisir’ attraverso un buco nel suo palato. Le analisi di un medico specialista in studi sul sovrannaturale hanno confermato le sue capacità di vivere senza sostentamento ma altri medici non hanno voluto saperne, bollandolo come un ‘truffatore di povera gente’.

Visto l’interesse dimostrato, sembra proprio che il Dipartimento della Difesa in fondo ci creda: pensano che Jani possa insegnare loro come sopravvivere in condizioni estreme, fino all’arrivo dei soccorsi. “Se quanto dice quest’uomo venisse provato scientificamente, sarebbe una scoperta sensazionale per la scienza”, ha dichiarato il dottor Ilavazhagan, direttore dell’Istituto di fisiologia del Dipartimento.. “saremmo capaci di salvare vite umane durante disastri naturali, o in condizioni estreme in quota, sott’acqua e in tutte le situazioni che mettono in difficoltà gli esseri umani. Possiamo educare i nostri uomini e le persone a sopravvivere in condizioni avverse o con scarse riserve di cibo”.

Jani in ospedale è sotto osservazione. Non mangia e non beve, e non ha prodotto urina. Nonostante tutto rimane in forma, lucido e reattivo. I dottori lo terranno sotto osservazione per altri 15 giorni, un periodo di tempo sufficiente perché, in persone normali, si verifichino cali del tono muscolare, disidratazione, perdita di peso e affaticamento.

Nella fede Indù i digiuni sono una pratica diffusa. Spesso ‘i più santi’ non mangiano per giorni: il record attuale è di 74 giorni consecutivi di digiuno.