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Festa della mamma

Pubblicato: 09/05/2010 in Celebrations
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La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l’8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio, adottando la data americana.

Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell’anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell’estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l’andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in una festa commerciale, talvolta anche in sagra.

Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day (Giornata della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.

In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio.

In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.

Festa della mamma nel mondo

Data Paesi
Seconda domenica di febbraio bandiera Norvegia
30 Shevat (solitamente in febbraio) bandiera Israele
3 marzo bandiera Georgia
8 marzo bandiera Bosnia-Erzegovina, bandiera Serbia, bandiera Montenegro, bandieraMacedonia, bandiera Albania, bandiera Bulgaria, bandiera Romania, bandieraMoldavia
Quarta domenica di quaresima bandiera Irlanda, bandiera Regno Unito
21 marzo (primo giorno di primavera) bandiera Bahrain, bandiera Egitto, bandiera Libano, bandiera Siria, bandiera Palau, bandiera Giordania, bandiera Kuwait, bandiera Emirati Arabi Uniti, bandieraYemen, bandiera Marocco, bandiera Libia
25 marzo bandiera Slovenia
7 aprile bandiera Armenia
Prima domenica di maggio bandiera Angola,bandiera Ungheria, bandiera Lituania, bandiera Portogallo, bandieraSpagna
10 maggio bandiera Guatemala, bandiera India, bandiera Messico, bandiera Oman, bandieraPakistan, bandiera Qatar
Seconda domenica di maggio bandiera Australia, bandiera Austria, bandiera Belgio, bandiera Brasile, bandieraCanada, bandiera Cile, bandiera Cina, bandiera Colombia, bandiera Cuba, bandieraCroazia, bandiera Repubblica Ceca, bandiera Danimarca, bandiera Estonia, bandiera Finlandia, bandiera Germania, bandiera Grecia, bandiera Ecuador, bandieraHong Kong, bandiera Italia, bandiera Giappone, bandiera Lettonia, bandieraMalta, bandiera Malesia, bandiera Paesi Bassi, bandiera Porto Rico, bandieraNuova Zelanda, bandiera Perù, bandiera Filippine, bandiera Singapore, bandieraSlovacchia, bandiera Sudafrica, bandiera Svizzera, bandiera Taipei Cinese, bandiera Turchia, bandiera Uruguay, bandiera Stati Uniti, bandiera Venezuela
8 maggio bandiera Corea del Sud,
26 maggio bandiera Polonia
27 maggio bandiera Bolivia
30 maggio bandiera Nicaragua
Ultima domenica di maggio bandiera Svezia, bandiera Repubblica Dominicana, bandiera Haiti
Ultima domenica di maggio a meno che non coincida con la pentecoste, nel qual caso è la prima di giugno bandiera Francia
12 agosto bandiera Thailandia (nascita della regina Sirikit Kitiyakara)
15 agosto bandiera Costa Rica
Terza domenica di ottobre bandiera Argentina (Día de la Madre)
Ultima domenica di novembre bandiera Russia
8 dicembre bandiera Panamá
22 dicembre bandiera Indonesia
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La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1º maggio di ogni anno che intende ricordare l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte.

Origini internazionali

Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati UnitiKnights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’ Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio. dai Cavalieri del lavoro (


Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La Festa dei Lavoratori in Italia

Le prime vittime della storia operaia in Italia

Le prime vittime della storia operaia furono napoletane. Nell’estate del 1863, accade un triste episodio a Portici, nel cortile delle officine di Pietrarsa. Una vicenda storica poco conosciuta data la copertura poliziesca della monarchia sabauda, subentrante a quella borbonica, che da poco aveva invaso il Regno delle Due Sicilie dando vita all’Italia unita di stampo piemontese. I documenti del “Fondo Questura” dell’Archivio di Stato di Napoli riportano ciò che accadde quel giorno. Dopo l’Unità d’Italia, il Real Opificio Borbonico di Pietrarsa, il più grande e importante della penisola, passa alla proprietà di Jacopo Bozza, un uomo con la fama dello sfruttatore. Costui, artificiosamente, prima dilata l’orario di lavoro abbassando nello stesso tempo gli stipendi, poi taglia in maniera progressiva il personale mettendo in ginocchio la produzione. Il 23 Giugno 1863, a seguito delle proteste del personale, promette di reimpiegare centinaia di operai licenziati tra i 1050 impiegati al 1860. Sui muri dello stabilimento comparse questa scritta: “muovetevi artefici, che questa società di ingannatori e di ladri con la sua astuzia vi porterà alla miseria”. Sulle pareti prossime ai bagni vengono segnate col carbone queste parole: “Morte a Vittorio Emanuele II, il suo Regno è infame, la dinastia Savoja muoja per ora e per sempre”. La promessa di Bozza è uno dei tanti bluff che l’impresario nasconde continuando a rassicurare i lavoratori e rallentando la loro ira elargendo metà della paga concessa dal nuovo Governo, una prima forma di cassa-integrazione sulla quale si è retta la distruzione dell’economia meridionale nel corso degli anni a venire. Il 31 Luglio 1863 gli operai scendono ad appena 458 mentre a salire è la tensione. Bozza da una parte promette pagamenti che non rispetterà, dall’altra minaccia nuovi licenziamenti che decreterà. La provocazione supera il limite della pazienza e al primo pomeriggio del 6 Agosto 1863, il Capo Contabile dell’opificio di Pietrarsa, Sig. Zimmermann, chiede alla pubblica sicurezza sei uomini con immediatezza perché gli operai che hanno chiesto un aumento di stipendio incassano invece il licenziamento di altre 60 unità. Poi implora addirittura l’intervento di un Battaglione di truppa regolare dopo che gli operai si sono portati compatti nello spiazzo dell’opificio in atteggiamento minaccioso. Convergono la Guardia Nazionale Italiana, i Bersaglieri e i Carabinieri, che circondano il nucleo industriale. Al cancello d’ingresso trovano l’opposizione dei lavoratori e calano le baionette. Al segnale di trombe al fuoco, sparano sulla folla, sui tanti feriti e sulle vittime. La copertura del regime poliziesco parla di sole due vittime e sei feriti trasportati all’Ospedale. Ma i morti sono almeno quattro: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri. Sono questi i nomi accertati dei primi martiri della storia operaia italiana.